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mercoledì 13 luglio 2011
Insieme possiamo fare la differenza!
Una nuova domanda per i membri del gruppo facebook dedicato a figlie e figli di pazienti psichiatrici:
"Nel vostro percorso come figli di genitori affetti da malattia mentale, parliamo quindi di quando eravate bambini e adolescenti, avete mai ricevuto un supporto mirato al trauma che stavate vivendo? Quando il vostro genitore veniva ricoverato, chi vi ha spiegato cosa stava accadendo? Come si è comportata la vostra famiglia (zii, nonni, ecc.)? Cosa vi è mancato e cosa vorreste venga fatto dalle istituzioni per i figli di pazienti psichiatrici?"
Iscrivetevi al gruppo http://www.facebook.com/groups/218565708168348
e, se volete, partecipate alla discussione. Di seguito il mio intervento, che spero possa far scaturire un dibattito sul tema.
Ricordo gli anni della malattia di mia madre come uno tsunami che ha travolto la vita mia e della mia famiglia. All'inizio non ci siamo resi conto di quanto stava accadendo. Prima la depressione, poi le "visioni" che nelle parole di mia madre sembravano così reali. Il lento ma feroce disgregarsi del nucleo familiare, l'odio e la rabbia contro mio padre che fu costretto a lasciare la casa. La difficoltà di continuare a svolgere le attività quotidiane, il lento rinchiudersi in se stessi e la difficoltà di ottenere l'aiuto dei medici che non intervenivano se il paziente non riteneva di aver bisogno di aiuto. Né io né mio padre sapevamo cosa fare e intanto i deliri di mia madre diventavano sempre più persistenti. Il resto della famiglia non sapeva come comportarsi e ben presto rimanemmo soli a tentare di affrontare un vero dramma, mio padre da fuori, io sola in casa con mia madre che a volte minacciava persino di suicidarsi se fossi andata a scuola. In tutto questo ricordo che nessuno mai mi prese da una parte, e mi riferisco ai medici che intervennero grazie all'aiuto di un'amica di famiglia quando mia madre era in fin di vita, per spiegarmi cosa avesse mia madre.
Mi è mancato capire perché la madre che mi aveva cresciuto e che prima conoscevo non c'era più, mi è mancato ricevere consigli su come poter affrontare la situazione e mi è mancato avere un punto di riferimento istituzionale mirato a cui chiedere aiuto. Più e più volte ho rischiato la vita, così come mia madre e mi sono sentita rispondere che la legge vieta di intervenire se il paziente rifiuta le cure e che i medici avevano le mani legate. Sempre difendendo la legge 180 e rivendicando l'importanza della libertà degli individui, anche se malati mentali, credo sia necessario, e l'ho scritto anche nella lettera aperta pubblicata sul mio blog http://miamadrebipolare.blogspot.com/, che si cominci a interessarsi anche nel nostro paese dei figli che iniziano sin dalla tenera età a fare da genitori ai propri genitori, nella totale invisibilità. Non per loro scelta, ma perché costretti a farlo da una situazione molto più grande di loro.
Credo sia importante aprire un dibattito, creare attenzione intorno al tema e coordinarci con i paesi che già da qualche anno hanno avviato programmi di intervento mirati. Mi riferisco all'Australia, alla Germania e all'Olanda. Spero che altri vogliano intervenire nella discussione raccontando la propria esperienza e offrendo i propri spunti di riflessione. Da soli non contiamo niente, ma insieme possiamo fare la differenza!
***
English Translation
A new question for the members of the facebook group for Children of Mentally Ill Parents:
"In your path as COPMI, we're talking about childhood and teenage years, have you ever received a support to cope with the trauma that you were experiencing? When your parent was hospitalized, who explained to you what was happening? How did your family behave (uncles and aunts, grandparents, etc.)? What did you miss the most and what would you want institutions to do for COPMI?"
Join the group http://www.facebook.com/groups/218565708168348 and, if you want, participate in the discussion. Here follows my intervention that I hope may start a debate on the topic.
I remember the years of my mother's illness like a tsunami submerging my life and that of my family. At first we weren't aware of what was happening. First the depression, than the "visions" that in my mother's words seemed so real. The slow but cruel break-up of our family, my mother's hatred and rage against my father that was forced to leave the house. The difficulty to carry on daily activities, my slow shutting myself away and the difficulties of getting help from doctors who wouldn't intervene if the patient refused it. Nor my father nor I did know what to do, while my mother's deliriums got every day more persistent. The rest of the family didn't know how to behave and pretty soon we were left alone in trying to cope with a real drama, my father from the outside and I home alone with my mother that at times even threatened to kill herself if I had gone to school leaving her alone. In all this mess I don't remember anyone ever explaining to me what was going on, and I'm talking about the doctors that finally intervened thanks to the help of a friend of mine's mother, who saved my mother when she was nearly letting herself die of hunger.
I missed understanding why the mother that raised me and that I once knew had disappeared, I missed getting advice on how to cope with the situation and I missed an institutional point of reference where to seek help. Many and many times I risked my life and so did my mother, and I was told that the law forbids to intervene if the patient refuses to be cured and that therefore doctors had "their hands tied".
I will always defend the law 180 that in Italy closed mental hospitals and I will always stand up for people's freedom, included mentally ill people, but I think it's necessary - and I also wrote it in the open letter I published in my blog http://miamadrebipolare.blogspot.com - that we have to start in my country to give attention to children who start at a very early age being parents for their own parents, in total invisibility. Not for their own choice, but because they are forced to do that by a situation far more big than they are. I think it's important to start a debate, to create attention on the topic and to coordinate with other countries who already are working on targeted programs since a few years. I'm talking about Australia, Germany, Holland among others. I hope that others will intervene in the discussion telling their own experience and offering his/her considerations. Alone we count for nothing, but together we can make a difference!
La mia pagina su Facebook - Il mio gruppo Facebook Figlie e Figli di Pazienti Psichiatrici - Children of Mentally Ill Parents Group - Il mio canale YouTube - Il mio profilo Buzz - Il mio profilo Twitter.
domenica 20 febbraio 2011
"Arrangiatevi!": Presa Diretta si occupa di assistenza psichiatrica
Da anni seguo con grande interesse le inchieste di Riccardo Iacona e dei suoi collaboratori e sono felice che Presa Diretta, in onda su Rai Tre la domenica sera a partire dalle 21:30, si occupi oggi di assistenza psichiatrica.
Chi conosce il problema direttamente, o perché lo vive sulla propria pelle o perché ne soffre una persona cara, sa bene quanto ancora ci sia da fare nel campo della cura delle malattie mentali. La legge Basaglia che tanto bene ha fatto a questo paese manca tuttora di una corretta applicazione, che dovrebbe andare nella direzione di strutture aperte 24 ore su 24 in grado di accogliere i pazienti e i loro familiari e di fornire un'adeguata assistenza domiciliare per i malati che rifiutano le cure a causa dell'inconsapevolezza di averne bisogno causata dalla malattia stessa.
Ebbene, i tagli imposti a causa della voragine che da decenni si è aperta nei bilanci statali provocheranno un'ulteriore riduzione delle già limitate risorse di welfare destinate a tutti quei servizi di fondamentale importanza per le famiglie in difficoltà che molto spesso non hanno i mezzi economici per provvedere da soli a problematiche delicate, estremamente gravi e invalidanti quali, tra le altre, disabilità, malattia psichiatrica e tossicodipendenza.
Chi mi segue sa che il mio obiettivo è destare l'attenzione su un tema che nel nostro paese non sembra avere per il momento alcuno spazio, ovvero la necessità di creare un'assistenza mirata ai figli minori di malati psichici. Ben consapevole che allo stato attuale è già molto difficile garantire un'assistenza ai pazienti psichiatrici stessi, non posso che continuare nel mio piccolo a dare il mio contributo e perciò a diffondere con entusiasmo un'inchiesta come quella che andrà in onda questa sera su Rai Tre, e che vi invito a seguire numerosi. Il mio personale e sentito ringraziamento va a Riccardo Iacona, alla sua redazione e a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione del reportage.
Per ulteriori dettagli, potete visitare il sito internet della trasmissione cliccando su questo link.
Qui potete invece vedere la puntata integrale:
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