Da sempre auspico un ponte tra le persone che soffrono, le famiglie e le istituzioni, lontano da ideologie e tifoserie che in questo, come in altri campi, ci allontanano dal cuore delle cose, ci dividono e ci impediscono di essere realmente uniti per il benessere di ognuno di noi e della società tutta. Perché questo avvenga, non può mancare una corretta informazione sul tema, che sia il più possibile super partes e tenga conto dei punti di vista di tutti. Il disagio psichico è una realtà. Molto più diffusa di quanto si pensi. E se è importante abbattere lo stigma che provoca emarginazione, è ancora più importante abbattere la disinformazione e i luoghi comuni in senso inverso che, descrivendo univocamente il disagio mentale come qualcosa di positivo che reca con sé arte e creatività, rischiano di far perdere di vista la componente distruttiva e autodistruttiva pericolosissima che spesso la malattia mentale porta con sé.
Dico questo sempre ricordando, a me stessa e a chi legge, che qui l’unico nemico è la malattia, il disagio psichico, e che dietro vi è sempre una persona, un’anima che soffre. E lo dico con enorme difficoltà perché sono coinvolta in prima persona, come figlia. Perché mia madre non ha mai ammesso di essere ammalata, non mi ha mai chiesto scusa per i suoi scatti di rabbia, perché subito dopo li rimuove e torna affettuosa, come se niente fosse successo. Perché quando sta male e non si cura, non la riconosco più e lei nemmeno se ne rende conto. Nonostante questo, da cittadina, porto qui il mio piccolo contributo. Perché spero, un giorno, che la malattia mentale di uno o di entrambi i genitori possa essere gestita tenendo conto anche delle conseguenze che questa comporta sullo sviluppo e la crescita dei figli. A me nessuno ha mai spiegato cosa avesse mia madre e come dovessi comportarmi. Ho dovuto informarmi da sola, e continuo a farlo oggi per aiutare me stessa a ricostruirmi una vita. Faccio tutto questo per la ragazzina che sono stata, per tutti coloro che affrontano tutto questo per la prima volta. La mia voce, per quanto piccola, è meglio del silenzio. Finché avrò energie e forze, continuerò a raccontare. Ogni piccolo seme può servire alla società, per crescere e migliorare.
Approfitto per linkare un interessante post sul bipolarismo scritto da Arianna, bipolare lei stessa, sul suo blog Bipolari Si Nasce: "Disturbo bipolare: cos'è e come si manifesta". Mi ha colpito, più di tutto, questa frase, che avrei tanto voluto sentir dire da mia madre:
"Se mania e depressione sono atroci e sfinenti per chi le vive, lo sono anche per chi vive accanto a chi ne soffre. Per questo curarsi è un grandissimo atto di rispetto per se stessi e per gli altri. Senza perdere la speranza, perché si può davvero trovare la cura giusta e rimanere stabili a lungo".
Grazie, Arianna.
N.d.B.: Le immagini inserite in questo post sono tratte dal sito web Bipolar Artists, da cui è tratto anche l'articolo che segue e che ho tradotto per voi:
Artisti con Disturbo Bipolare, Disturbo Schizoaffettivo Di Tipo Bipolare, Schizofrenia e Malattia Mentale
Milioni di persone, inclusi molti artisti, scrittori, musicisti con disturbo bipolare (BPD), anche conosciuto come malattia maniaco-depressiva, hanno un disordine cerebrale che causa alterazioni anormali dell'umore, dell'energia e delle capacità di rendimento. Ognuno di noi sperimenta alti e bassi nella vita, ma i sintomi del disturbo bipolare sono cambiamenti di umore estremi che vanno dalla depressione profonda con propositi di suicidio, a euforia, esuberanza e manie di grandezza. In alcuni casi (bipolarismo di tipo II), le persone che ne sono affette sono inconsapevoli dei cambiamenti d'umore e dell'alterazione della propria personalità. I bipolari hanno spesso difficoltà nel mantenere rapporti interpersonali stretti, possono avere un basso rendimento scolastico e hanno problemi nel conservare un posto di lavoro. Ad aggravare tali problematiche, la dipendenza da alcol o droghe è molto comune tra persone affette da bipolarismo. Inoltre, la percezione della vita attraverso sia depressione sia mania, provoca confusione e distorsione della realtà. A causa dei molteplici effetti negativi che il disturbo bipolare ha sull'individuo e a causa dello stress che l'individuo prova per l'alternanza continua di stati maniacali e depressivi, lui o lei possono arrivare a mettere in atto comportamenti pericolosi come curarsi da soli o tentare il suicidio per porre fine alla sofferenza.
Secondo il National Institute For Mental Health (NIMH), 5,7 milioni di americani adulti o all'incirca il 2,6 per cento della popolazione in un dato anno soffre di disturbo bipolare. Di solito il disordine bipolare si sviluppa durante l'adolescenza o in giovani adulti. Alcune persone manifestano sintomi durante l'infanzia, anche se molti, specialmente i bambini, soffrono per molti anni prima di ricevere una diagnosi corretta ed essere curati.
