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venerdì 14 maggio 2010

Bipolarismo e Luoghi Comuni: quando generalizzare diventa pericoloso

In questi giorni mi trovo, nel mio piccolo, a dovermi confrontare con persone che, non per loro colpa, portano avanti dei pericolosi luoghi comuni riguardanti la malattia mentale. Come sottolinea un articolo pubblicato dal Forum Salute Mentale, il bipolarismo è addirittura diventato una malattia glamour. Troppo spesso si generalizza, come in altri campi, fino a definire superficialmente la malattia mentale come sinonimo di genialità ed estro creativo e a liquidare i tentativi di cura con psicofarmaci e ricoveri come il tentativo di reprimere personalità artistiche, scomode, con una sensibilità fuori dal comune. Se questo in parte è senz'altro vero, perché sono numerosi i casi di poeti, pittori, scienziati, musicisti ed altri grandi uomini e donne affetti da bipolarismo, e che sono non pochi i casi di trattamenti inadeguati alla persona, che provocano dannosi e fastidiosi effetti collaterali e considerano il malato alla stregua di un numero su una cartella clinica, ignorandone l’anima e il bisogno d’amore, non si deve mai dimenticare che nella maggior parte dei casi invece ci sono famiglie che soffrono e sopportano da sole il peso di quella che è una vera e propria malattia, che finisce per alterare gli equilibri affettivi e rendere difficile, quando non impossibile, la convivenza. 


Il bipolarismo o depressione bipolare nelle fasi maniacali porta con sé delirio, allucinazione, scatti d'ira incontrollata e aggressività, problemi nel gestire il denaro che spesso viene speso in modo sconsiderato fino a causare gravi problemi economici all’intera famiglia. Quando poi vira in depressione, la malattia porta con sé anche tentativi di suicidio, che non sempre si riescono a sventare. Siamo di fronte a una malattia seria, per la quale la cura farmacologica, se adeguatamente tarata sulle esigenze della persona, è indispensabile. I regolatori dell’umore, se giustamente dosati tenendo conto dell’alternarsi delle fasi maniacali e depressive e degli effetti collaterali, aiutano a evitare le derive più pericolose per la persona che soffre e per chi le vive accanto, consentendo una qualità della vita dignitosa e accettabile.


Da sempre auspico un ponte tra le persone che soffrono, le famiglie e le istituzioni, lontano da ideologie e tifoserie che in questo, come in altri campi, ci allontanano dal cuore delle cose, ci dividono e ci impediscono di essere realmente uniti per il benessere di ognuno di noi e della società tutta. Perché questo avvenga, non può mancare una corretta informazione sul tema, che sia il più possibile super partes e tenga conto dei punti di vista di tutti. 


Il disagio psichico è una realtà. Molto più diffusa di quanto si pensi. E se è importante abbattere lo stigma che provoca emarginazione, è ancora più importante abbattere la disinformazione e i luoghi comuni in senso inverso che, descrivendo univocamente il disagio mentale come qualcosa di positivo che reca con sé arte e creatività, rischiano di far perdere di vista la componente distruttiva e autodistruttiva pericolosissima che spesso la malattia mentale porta con sé. 


Dico questo sempre ricordando, a me stessa e a chi legge, che qui l’unico nemico è la malattia, il disagio psichico, e che dietro vi è sempre una persona, un’anima che soffre. E lo dico con enorme difficoltà perché sono coinvolta in prima persona, come figlia. Perché mia madre non ha mai ammesso di essere ammalata, non mi ha mai chiesto scusa per i suoi scatti di rabbia, perché subito dopo li rimuove e torna affettuosa, come se niente fosse successo. Perché quando sta male e non si cura, non la riconosco più e lei nemmeno se ne rende conto. Nonostante questo, da cittadina, porto qui il mio piccolo contributo. Perché spero, un giorno, che la malattia mentale di uno o di entrambi i genitori possa essere gestita tenendo conto anche delle conseguenze che questa comporta sullo sviluppo e la crescita dei figli. A me nessuno ha mai spiegato cosa avesse mia madre e come dovessi comportarmi. Ho dovuto informarmi da sola, e continuo a farlo oggi per aiutare me stessa a ricostruirmi una vita. Faccio tutto questo per la ragazzina che sono stata, per tutti coloro che affrontano tutto questo per la prima volta. La mia voce, per quanto piccola, è meglio del silenzio. Finché avrò energie e forze, continuerò a raccontare. Ogni piccolo seme può servire alla società, per crescere e migliorare.


Approfitto per linkare un interessante post sul bipolarismo scritto da Arianna, bipolare lei stessa, sul suo blog Bipolari Si Nasce: "Disturbo bipolare: cos'è e come si manifesta". Mi ha colpito, più di tutto, questa frase, che avrei tanto voluto sentir dire da mia madre: 
"Se mania e depressione sono atroci e sfinenti per chi le vive, lo sono anche per chi vive accanto a chi ne soffre. Per questo curarsi è un grandissimo atto di rispetto per se stessi e per gli altri. Senza perdere la speranza, perché si può davvero trovare la cura giusta e rimanere stabili a lungo". 
Grazie, Arianna.


N.d.B.: Le immagini inserite in questo post sono tratte dal sito web Bipolar Artists, da cui è tratto anche l'articolo che segue e che ho tradotto per voi:


Artisti con Disturbo Bipolare, Disturbo Schizoaffettivo Di Tipo Bipolare, Schizofrenia e Malattia Mentale


Milioni di persone, inclusi molti artisti, scrittori, musicisti con disturbo bipolare (BPD), anche conosciuto come malattia maniaco-depressiva, hanno un disordine cerebrale che causa alterazioni anormali dell'umore, dell'energia e delle capacità di rendimento. Ognuno di noi sperimenta alti e bassi nella vita, ma i sintomi del disturbo bipolare sono cambiamenti di umore estremi che vanno dalla depressione profonda con propositi di suicidio, a euforia, esuberanza e manie di grandezza. In alcuni casi (bipolarismo di tipo II), le persone che ne sono affette sono inconsapevoli dei cambiamenti d'umore e dell'alterazione della propria personalità. I bipolari hanno spesso difficoltà nel mantenere rapporti interpersonali stretti, possono avere un basso rendimento scolastico e hanno problemi nel conservare un posto di lavoro. Ad aggravare tali problematiche, la dipendenza da alcol o droghe è molto comune tra persone affette da bipolarismo. Inoltre, la percezione della vita attraverso sia depressione sia mania, provoca confusione e distorsione della realtà. A causa dei molteplici effetti negativi che il disturbo bipolare ha sull'individuo e a causa dello stress che l'individuo prova per l'alternanza continua di stati maniacali e depressivi, lui o lei possono arrivare a mettere in atto comportamenti pericolosi come curarsi da soli o tentare il suicidio per porre fine alla sofferenza. 
Secondo il National Institute For Mental Health (NIMH), 5,7 milioni di americani adulti o all'incirca il 2,6 per cento della popolazione in un dato anno soffre di disturbo bipolare. Di solito il disordine bipolare si sviluppa durante l'adolescenza o in giovani adulti. Alcune persone manifestano sintomi durante l'infanzia, anche se molti, specialmente i bambini, soffrono per molti anni prima di ricevere una diagnosi corretta ed essere curati.

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