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venerdì 19 febbraio 2010

Bipolarismo e assistenza ai figli di pazienti bipolari: una lettera aperta.

Ho ventinove anni e mia madre è bipolare. Ancora oggi non ammette la malattia e rifiuta le cure. Si è ammalata quando io avevo poco più di 15 anni e da allora per la mia famiglia è iniziato il calvario. Il bipolarismo non è una malattia mentale come le altre. Il paziente continua a vivere nel proprio contesto familiare e l’incessante alternanza tra le fasi maniacali e le fasi depressive è devastante non soltanto per il paziente stesso, ma per l’intera famiglia.

Purtroppo arrivare a una diagnosi di disturbo bipolare non è semplice e spesso il problema si trascina per anni prima di arrivare anche solo ad avere un nome. In più, molto spesso, il paziente non è consapevole di aver bisogno di cure e si oppone a qualsiasi tentativo da parte di parenti e amici di convincerlo a rivolgersi a uno psichiatra. Il progredire della malattia porta inoltre il paziente a soffrire di deliri e allucinazioni, che rendono ancora più difficile la situazione. Chi si oppone al volere del paziente viene visto come “nemico” e ogni legame, familiare o amicale, viene reciso. Il risultato è che l’intera famiglia sprofonda nell’isolamento.

Vorrei a questo punto portare alla vostra attenzione alcuni temi che, a mio avviso, sarebbe di estrema importanza affrontare.

In primo luogo, vorrei sottolineare l’importanza di abbattere lo stigma che ancora oggi circonda le malattie mentali. Predisporre adeguate campagne informative, anche all’interno delle scuole, può aiutare i pazienti e i loro familiari a superare la vergogna e l’isolamento e spingerli a chiedere aiuto. È importante sottolineare che, con terapie farmacologiche adeguate e psicoterapia, i pazienti psichiatrici possono condurre una vita “normale” e dignitosa. Ma perché questo accada non devono essere lasciati soli. Da qui l’importanza di sostenere anche le famiglie, attraverso una maggiore consapevolezza del tessuto sociale e una rete efficace di strutture di supporto che possano riconsiderare la cura della malattia mentale da un punto di vista più ampio: curare la famiglia, non solo il paziente.

In secondo luogo, in quanto io stessa figlia di una madre bipolare, vorrei evidenziare l’assoluta necessità di predisporre un adeguato sostegno psicologico ai figli minori di pazienti psichiatrici. Porto qui oggi la mia testimonianza di figlia di una madre bipolare, per evitare che in futuro altri debbano trovarsi a vivere da soli l’inferno che ho dovuto affrontare io. Per lungo tempo da adolescente, pur andando ancora a scuola, mi sono trovata completamente sola a gestire la malattia psichica di mia madre. Vorrei perciò, nel mio piccolo, far leva su chiunque di voi abbia a cuore il miglioramento dell’assistenza psichiatrica. I figli di pazienti psichiatrici, soprattutto se minorenni, hanno bisogno di un adeguato sostegno psicologico, nonché di informazioni pratiche, sia per essere in grado di riconoscere la malattia del proprio genitore, sia per poterla affrontare nel modo più adeguato. Quando si ammala qualcuno, l’intera famiglia va sostenuta e aiutata, mentre questo, molto spesso, non avviene. Inoltre, non tutti hanno alle spalle familiari e amici che possano farsi carico della situazione. E questo accade molto più spesso di quanto si creda.

In terzo luogo, vorrei far presente che da alcuni anni, in paesi come Germania, Olanda, Stati Uniti, si è sviluppata una letteratura dedicata specificamente ai problemi dei figli di malati psichiatrici. In paesi come Inghilterra, Canada e Australia sono nate associazioni che si occupano di bambini e adolescenti con uno o entrambi i genitori affetti da problemi mentali. Il mio auspicio è che anche in Italia possano nascere gruppi di studio e associazioni incentrate su questo tema, e in particolar modo sui figli di coloro che sono affetti da disturbo bipolare. Proprio a causa della natura altalenante degli stati umorali di chi ne è affetto ed inoltre rifiuta le cure ed a causa dei deliri e delle allucinazioni che possono portare il paziente, nei casi più estremi, a nuocere a se stesso e alle persone che ama, il bipolarismo non curato di un genitore provoca seri danni allo sviluppo e alla crescita dei minori, che si trovano privati della figura affettiva di riferimento in uno stadio cruciale della propria vita.

Vi ringrazio di cuore per la vostra attenzione e vi invito, se vorrete, a seguire il mio blog miamadrebipolare.blogspot.com, che ho creato appositamente per diffondere informazioni in rete sull’argomento e creare una community di sostegno per i figli di pazienti bipolari.


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